Etnomusicologia

Musica: universale o globale ?
La musica è certamente un mezzo espressivo di tutte le culture sviluppate dall’umanità durante la sua storia. Ha pertanto carattere universale. Però la rapida ed estesa diffusione delle informazioni sta di fatto producendo un effetto di globalizzazione, dato che la musica della cultura dominante -quella dell’occidente- sta influenzando tutte le altre. Le radioline a transistor hanno fatto sì che anche nell’ovest dell’Amazzonia la gente ascolti Funk Carioca e Christina Aguilera.

Il rischio è evidente. Se, per esempio, si trovasse un aspetto dell’espressione comune a tutte le culture, si potrebbe ricercare una costante universale del comportamento umano. La “contaminazione” ora vista renderebbe impossibile distinguere tra un carattere originario e un artefatto. E non esiste un archivio dati sufficiente come sostitutivo all’esperimento diretto.
Insidie
Sappiamo ben poco di questo peculiare istinto umano per la musica. Potrebbe trattarsi di un effetto collaterale dello sviluppo del linguaggio, o avere un’origine filogenetica distinta.
Qualche esempio:

Da un lato sembra che musica e linguaggio abbiano elementi fondamentali in comune: un timbro triste nel parlare rimane triste se espresso in musica. D’altro canto i meccanismi neurologici che stanno alla base del ritmo appaiono scollegati con quelli del linguaggio.
L’altezza delle note in una melodia sale e scende e crea aspettative circa la direzione che la melodia prenderà.-a una forte variazione in salita segue un cambio di direzione.
Ciò sarà anche vero per la musica occidentale, ma non è necessariamente valido per altre culture. Si tratta di un effetto statistico (tendenza verso il valore medio) o vi si annida una più profonda relazione di causa/effetto ?
La sparizione della diversità musicale fa svanire la possibilità della sperimentazione sul campo.
Conclusione
I linguisti sanno quanto rapidamente possa scomparire un idioma; ma il linguaggio musicale è ancora più fragile. Sussiste per fortuna ancora una cultura musicale in Cina, India e nei paesi arabi ma, grazie al cinema e alla televisione, la musica occidentale è ben nota anche là. Rimangono autentiche solo delle piccole isole in Papua Nuova Guinea e Irian Jaya.

Purtroppo la maggioranza degli etnomusicologi è mal attrezzata per la sperimentazione. Occorre intervenire subito se si vuole salvare qualcosa, altrimenti si corre il rischio di subire la maledizione delle future generazioni di studiosi.

David Huron, Ricercatore, Università di Stato, Columbus, Ohio

 

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